lunedì 26 marzo 2012

Onestamente



Nati in salita.

Due ore di trasmissione dedicate alla disabilità.

La puntata è iniziata con la storia di un cavallo, Laghat, che nonostante la sua cecità corre e continua a vincere.



La nostra testimanianza a rappresentare la disabilità intellettiva in occasione della giornata mondiale sulla sindrome di Down, ha preceduto molte storie toccanti.
Pittori, ballerini, sportivi e giornalisti che nonostante la loro disabilità fisica hanno ribadito l'importanza di non essere definiti "disabili" ma persone.

Persone che vogliono essere trattate normalmente, e che sentono il bisogno di essere accolte, incluse.

Tutto ciò che anche noi affermiamo quotidianamente, ma con una differenza sostanziale: la nostra è una disabilità intellettiva, doppiamente penalizzante, ed è ben diversa da quella fisica.

A dimostrazione di questo la conclusione del giornalista che, rivolgendosi alla sottoscritta e indicando i ragazzi, chiude la puntata con testuali parole:

"Pensavo che alla fine di questa puntata mi sarei sentito meno in imbarazzo. Pensavo che sarei riuscito a superare in fondo queste barriere, invece anche prima, quando parlavo con loro, quando facevo le domande, sento sempre una differenza e non riesco a liberarmi di questa percezione. E' questa la grande sfida che avete davanti."


Ho apprezzato l'onestà di tale affermazione, che fatta in quel contesto è da considerarsi anche coraggiosa, ma che purtroppo conferma quanto sia ancora lunga la strada da fare.


www.at21.it

12 commenti:

  1. Si è vero c'è questa barriera, ma basta veramente poco per abbatterla...bisogna guardare il tutto con altri occhi e sentimenti e tutto è più semplice e normale, io ci sono riuscita!
    Un bacione Dana et Dana

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  2. Lunga la strada, stretta la via, dite la vostra che io dico la mia...
    ma la nostra non è una favola, è realtà.
    I nostri amici, figli, fratelli (amiche, figlie, sorelle), si alzano ogni giorno e invece di scendere dal letto, "salgono" il primo dei tanti scalini che la giornata riserva loro.
    Ma lo fanno con una forza ed una convinzione che deve far vedere a tutti, noi per primi che stiamo loro vicini, che una via è davvero possibile, lunga, stretta, ripida che sia, sono proprio loro la luce e la nostra bussola.
    Beatrice.

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  3. Anch'io ci sono riuscita, standoci insieme, passando del tempo con loro, conoscendoli più a fondo. Ha detto bene Beatrice sono loro la luce e la nostra bussola.

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    1. A proposito di bussola, io che ogni tanto la perdo... meno male che ho perso quella che mi indicava la strada sbagliata, perchè così ne ho trovate altre che funzionano meglio.
      La prima che ho trovato, con pazienza e costanza, forza d'animo e tenacia, mi ha aiutato a trovare le altre... e guarda un pò tutte indicano la stessa strada... lunga, stretta, ripida, ma sotto i nostri piedi,

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  4. ciao Anto,
    mi sono persa la trasmissione e spero di vedermela in streaming in questi giorni. Ho seguito però la celebrazione della giornata sulla stampa e la tv, con entusiasmo e amarezza insieme.

    L'affermazione del giornalista è onesta e, volendo analizzare e interpretare, non è sbagliata. La differenza c'è, ed è evidente, solo bisogna capire il peso da attribuirle. Non possiamo negarla ma valorizzarla e cercare di conoscerla, di viverla. Io ho poca esperienza, il mio bimbo ha solo 3 anni, ma già colgo che mi sta insegnando nuovi linguaggi, nuovi modi di comunicare che vanno oltre la razionalità, che toccano tasti profondi e dimenticati.

    Non so se sono riuscita a spiegare ciò che provo, ma ci provo, alla fine solo per dirti grazie.
    La strada è lunga, ci sono anche io, ci siamo in tanti. Tu sei in prima linea, ci metti la faccia. Anche per noi, anche per me.
    Ti sono davvero grata, sai?
    un abbraccio

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    1. Ciao Barbara,
      grazie ti sei spiegata benissimo e non devi essere certo grata a me. Ci mancherebbe.

      Ti dirò, "metterci la faccia", nel vero senso della parola, è la cosa che mi pesa di più...mi capirai, guarda che grinze! :-))

      Un grande abbraccio a te e al tuo bellissimo bimbo Killò.

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  5. ..un altro motivo in più per credere che ciò che stiamo costruendo ha molta importanza!!
    Per aspera ad astra!

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    1. Ad augusta per angusta ;-)

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    2. rosso di sera bel tempo si spera...
      oppure
      si iu leiter allighetor in a uail crocodail...
      tanto per scrivere come si dice.

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    3. ..col tempo e con la paglia maturano le sorbe..e la canaglia!!
      Care mie, si potrebbe aprire un infinito scambio tra detti e proverbi..sono la mia passione!! ;)

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  6. Nati, non per nostra volontà, ma nati come tutti!
    Il compito che viene assegnato ad ognuno di noi rappresenta il mistero della vita!
    Siamo portati a vedere il futuro dei nostri figli con i nostri occhi e non con i loro. Ci dimentichiamo sempre che non sono figli nostri, ma di Dio, noi ne siamo solamente i custodi temporanei che li accompagneranno fino a quando anche per loro si apriranno le porte che li faranno andare da soli dritti alla meta.
    Non sarà possibile riuscire a fare diventare "normalità" la "diversità", le differenze esistono e non possiamo nasconderle.
    Il punto su cui invece si deve insistere è quello di vivere le diversità, accettare le differenze in quanto tali.
    Se dovessimo ricadere nell'errore di tornare a nascondersi, allora sì che avremmo perso! Si nasce per vincere, non per perdere.
    Dobbiamo essere positivi e credere fermamente in quei valori che in questi giorni di Quaresima si materializzeranno con il Venerdi Santo. L'unione della famiglia, nell'amore che essa rappresenta.

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